In una sala conferenze viene presentata vantaggi e premialità della diffusione e dell'importanza della comunicazione inerente a progetti e iniziative

Perché pianificare la divulgazione e la replicabilità trasforma un obbligo del bando in una strategia di crescita per professionisti, imprese ed enti pubblici 

di Giovanni Rubicondo

Quando si progetta nell’ambito della finanza agevolata, l’attenzione si concentra quasi sempre sulle prime fasi: la quadratura del budget, la scrittura degli obiettivi, la chiarezza progettuale e il caricamento dei documenti sulla piattaforma. Esiste tuttavia un aspetto, spesso posizionato nelle ultime pagine del formulario, che può determinare non solo il successo della candidatura, ma la sostenibilità a lungo termine dell’intera iniziativa: la strategia di comunicazione, diffusione e valorizzazione dei risultati aka Dissemination and Exploitation.

Che a partecipare sia un’impresa, un libero professionista, una Pubblica Amministrazione o un ente del terzo settore, questo tema non è una semplice formalità, ma anzi rappresenta un’opportunità per valorizzare il progetto e assicurarne la continuità nel tempo. Se nei bandi a fondo perduto regionali o nazionali (fondi indiretti) la comunicazione è stata storicamente legata all’apposizione di loghi istituzionali, nei fondi diretti europei (come Horizon Europe, Life o Erasmus+) questo aspetto diventa un pilastro valutativo fondamentale.

Avere un piano strutturato significa gettare le basi affinché il progetto continui a generare valore ben oltre la scadenza del bando.

Fondi diretti e indiretti: il peso della diffusione sui punteggi

I valutatori dei fondi pubblici – e la Commissione Europea in primis – ragionano secondo un principio chiaro: il denaro pubblico deve generare un impatto tangibile sulla società, sull’economia o sul territorio. Per questo motivo, la qualità di un progetto si gioca sul macro-criterio dell’Impatto.

  • Nei fondi diretti UE: Non presentare una strategia solida di diffusione e valorizzazione significa, nella quasi totalità dei casi, vedere il proprio progetto scartato. I valutatori vogliono sapere chi beneficerà dei risultati e come questi potranno continuare ad influenzare il mercato, la comunità scientifica o gli attori stakeholder interessati dal progetto. 

Vale la pena fare un inciso per quei bandi europei il cui unico e solo scopo è promuovere specifici obiettivi sociali, civici o ambientali.  Per queste iniziative comunicazione e diffusione rappresentano il cuore pulsante del progetto stesso: la capacità di generare “consapevolezza” e cambiare la percezione del pubblico è l’unico vero indicatore di successo richiesto dall’Europa. 

  • Nei fondi indiretti (Nazionali/Regionali): I requisiti stanno cambiando rapidamente. I bandi più recenti stanno introducendo crescenti criteri di premialità per chi dimostra di saper fare rete, trasferire competenze al territorio, attivare dinamiche di open innovation o coinvolgere attivamente la cittadinanza, non solo durante l’attuazione del progetto ma anche dopo.
Restituzione e presentazione di un progetto all'interno del territorio

Cosa non deve mancare in una strategia efficace

Divulgare un progetto agevolato non significa semplicemente “fare un post sui social”. Una strategia efficace deve saper distinguere chiaramente tra comunicazione (parlare al grande pubblico con un linguaggio accessibile) e disseminazione (divulgazione e condivisione dei risultati di una ricerca per massimizzarne l’impatto sul pubblico e sulla società).

Le pratiche più apprezzate nei formulari includono:

  • Coinvolgimento degli Stakeholder: Identificare fin dal principio i beneficiari finali del progetto (cittadini, altre PA, categorie professionali, partner commerciali) e includerli tramite workshop, restituzioni pubbliche, tavoli di lavoro o progetti pilota.
  • Linee guida e Policy Brief: Strumenti utilissimi per le PA e i professionisti. Documentare le “lezioni apprese” e i modelli di successo permette ad altri enti o territori di replicare il progetto, un fattore che i valutatori europei considerano di altissimo valore.
  • Eventi di networking e trasferimento tecnologico: Presentare i risultati all’interno di cluster tecnologici, fiere di settore o conferenze istituzionali.
  • Piattaforme di condivisione dati (Open Data): L’accesso aperto ai dati non sensibili o ai risultati di ricerca è una pratica fortemente premiata, poiché accelera l’innovazione collettiva.

Come finanziare la diffusione?

Il grande vantaggio della finanza agevolata è che la diffusione si ripaga con il bando stesso. All’interno dei budget ammissibili, infatti, le spese legate a queste attività sono quasi sempre pienamente riconosciute e coperte dall’agevolazione. Tra queste rientrano:

  • Spese per consulenze specialistiche (es. agenzie di comunicazione, esperti di trasferimento tecnologico, grafici).
  • Costi di trasferta, iscrizione e organizzazione di convegni, seminari o eventi di chiusura progetto.
  • Spese di marketing digitale, creazione di portali web dedicati o piattaforme di e-learning.
  • Costi per la produzione di materiali informativi, pubblicazioni scientifiche o report tecnici.

Pianificare queste voci fin dall’inizio permette di strutturare azioni di forte impatto senza gravare sulla liquidità corrente dell’ente o dell’organizzazione.

Il vero valore: replicabilità, Spin-off e continuità del progetto

Il bando deve essere considerato una rampa di lancio, non il traguardo finale. Diffondere i risultati pone le basi per il “dopo”, aprendo la strada a opportunità cruciali per lo sviluppo futuro:

  1. Replicabilità e scalabilità: Per un ente pubblico o un professionista, un progetto pilota di successo può diventare uno standard applicabile su scala più ampia, migliorando i servizi offerti o creando nuovi modelli di consulenza.
  2. Nascita di Spin-off e nuove realtà: Nel mondo della ricerca e delle imprese, i risultati di un progetto possono dare vita a nuove Business Unit o a vere e proprie startup innovative nate per commercializzare quella specifica tecnologia.
  3. Reputazione e attrazione di nuovi capitali: Comunicare efficacemente i traguardi raggiunti e validati da un ente pubblico (come la Commissione Europea o un Ministero) aumenta la credibilità dei promotori del progetto, facilitando l’accesso a successivi round di finanziamento, investitori privati o nuovi bandi.

Una corretta strategia definisce chiaramente cosa può essere diffuso pubblicamente e cosa invece va protetto (es. tramite brevetti o diritto d’autore), tutelando il valore economico e l’esclusività dell’innovazione prima che venga presentata al mondo.

Un cambio di mentalità

Smettere di considerare la rendicontazione e la divulgazione come meri “adempimenti burocratici per ricevere il saldo” è il primo passo per fare un salto di qualità nella progettazione. 

Disegnare una strategia di diffusione solida significa pianificare l’impatto reale di un’idea, sfruttando la finanza agevolata per quello che è realmente: un acceleratore di visibilità, competitività e sviluppo per tutto il sistema economico e sociale.

Se hai uno o più progetti e ti interessa capire come pianificare al meglio questa attività sei nel posto giusto.